Ricordo di Dario Conti ,ad un anno dalla sua scomparsa.
Una giornata in ricordo di Dario Conti: è prevista il prossimo 1 maggio a Fiastra. Nel primo anniversario della sua morte i socialisti della provincia di Macerata, per onorare la sua figura e la sua persona che tanto si è impegnata per il territorio montano, hanno organizzato un appuntamento. " I suoi compagni di Macerata e di tutto l'entroterra, compresi i socilaisti dell'anconetano- afffrma il coordinatore del gruppo di Camerino Nando Ferretti- hanno ritenuta opportuna questa commemorazione. Abbiamo deciso di ritrovarci tutti il primo maggio davanti al comune di Fiastra per poi recarci insieme al cimitero, dove verrà onorata e ricordata la vita di Dario Conti, strenuo difensore della zona montana. Ci si trova sempre in difficoltà nel descrivere la sua personalità e la sua figura, tanto è ricca e piena di sfaccettature, ma in realtà, tutti sappiamo quanto ha amato la sua terra e la sua città. Un amore che si è sempre esteso a tutto il comprensorio montano: Dario si è speso davvero tanto per ogni causa e problematica fino all'ultimo dei suoi giorni. Negli ultimi mesi della sua vita, nonostante le sue condizioni di salute fossero precarie e la sofferenza fosse accentuata dall'aver dovuto lasciare la sua casa inagibile di via Cisterna e trasferirsi a Castelraimondo, seppur provato, noi lo ricordiamo presente in tutte le situazioni riguardanti Camerino e il territorio. Tutte le mattine raggiungeva Camerino e il tendone del City Park, immancabile, con la classica bottiglietta d'acqua tra le mani, era lì a cercare soluzioni, ad offrire sempre delle parole di incoraggiamento per reagire alle difficoltà. Una figura amata, indipendentemente dalla sua appartenenza politica e per questo riteniamo giusto farne memoria"
C.C.
Loro Piceno: Catalini-Paoloni, una sfida che si rinnova?
Da tre a due candidati (forse) alla carica di primo cittadino rispetto al 2014. Anche Loro Piceno subisce la contrazione delle liste per le prossime elezioni amministrative del 26 maggio, analogamente a quanto avviene per molti comuni del maceratese, anche se in questo caso potrebbe rinnovarsi la sfida. A candidarsi per la guida dell’amministrazione comunale sarà ancora una volta Robertino Paoloni, principale competitor nell’ultima tornata amministrativa del sindaco uscente Ilenia Catalini che non avrebbe ancora sciolto la riserva se correre nuovamente per la carica di primo cittadino. Ancora da completare l’elenco dei candidati anche se, soprattutto visti i tempi ristretti per la presentazione delle liste, mancherebbero soltanto pochi dettagli. Una compagine rinnovata, rispetto a 5 anni fa, e con diversi volti nuovi quella dello sfidante Paoloni, che accoglierebbe fra le sue fila alcuni elementi di spicco dell’attuale compagine di governo. A fare da ago della bilancia, nell'ipotesi delle due canidature, potrebbe essere il gruppo “Progetto Loro Piceno” che alle precedenti elezioni aveva come candidato sindaco Claudio Tedeschi e che aveva a lungo corteggiato per guidare la coalizione il funzionario della regione Marche Fabrina Mucci, tra l’altro moglie del direttore dell’Ufficio Ricostruzione Cesare Spuri, che alla fine ha scelto di correre insieme a Robertino Paoloni.
"Quale rinascita del territorio". Riflessioni a confronto a Camerino
“Quale rinascita del territorio” il titolo della tavola rotonda tenutasi questa mattina nella Geotenda dell’area ex City Park a Camerino. Vi hanno preso parte Elio Cerri, Segretario Spi Cgil Marche, Daniel Taddei, Segretario Cgil Macerata, Stefano Tordini, segretario SPI Cgil Macerata, Sara Spuntarelli, docente Unicam in diritto amministrativo, Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti Territoriali sociali 16-17-18 e il segretario nazionale Spi Cgil Ivan Pedretti. Poco prima l’inaugurazione della nuova struttura della Camera del Lavoro in località San Paolo, alla quale cittadini e pensionati, potranno rivolgersi e realizzata grazie alla raccolta fondi attivata dal Sindacato Pensionati Nazionale e Regionale.

Ad aprire il convegno- dibattito, moderato dalla giornalista Barbara Olmai, è stato l’intervento di Elio Cerri che ha inteso sottolineare la necessità di offrire opportunità ai giovani come stimolo a restare sul territorio e a credere nel futuro. Il segretario Spi Cgil Marche ha citato la positiva esperienza di due progetti nati per iniziativa di giovani subito dopo il sisma, quali quelli della “Favalanciata”, crema di fave che porta il nome di una frazione di Acquasanta Terme e del “Furgoncinema” un progetto itinerante che, grazie al sostegno di Unicam, raggiunge i paesi terremotati con film da proiettare, raccogliendo anche memorie e testimonianze degli abitanti per farle diventare documentari di vita. Tra i segnali di solidarietà a favore delle terre ferite, Cerri ha anche annunciato che il prossimo 14 giugno verrà consegnata la somma di 115 mila euro all’Unione Montana di Camerino per l’ampliamento del Centro diurno Alzheimer Millecolori. Un risultato raggiunto grazie ad una positiva campagna di raccolta fondi destinata ai servizi sociosanitari del territorio dell’entroterra.

Difficoltà, perdita di lavoro, stordimento iniziale e coraggio ritrovato, nelle storie portate al tavolo da Sauro Bravi di Gagliole e dall’insegnante Clara Maccari di Camerino, che hanno riacquistato fiducia e stimolo nel mettersi al servizio degli altri, seppure evidenziando che tutto lo sforzo è stato sostenuto in perfetta solitudine e senza alcun sostegno da parte delle istituzioni.

Di fronte al coraggio e alla capacità di resistenza delle persone che hanno subito un dramma, il Segretario di Cgil Macerata Daniel Taddei ha lamentato non solo la mancanza di prospettive e certezze ma soprattutto il fatto che le persone siano state umiliate “ portano avanti la loro lotta quotidiana nell’assenza e latitanza delle istituzioni e il loro senso di frustrazione si trasforma in rabbia, in intolleranza o rassegnazione. E’ questa la più grande preoccupazione- ha detto- Le persone si sentono sempre più sole e sempre meno rappresentate”. Della necessità di una tenuta sociale dei territori ha parlato anche Stefano Tordini, sottolineando la condizione di vita inaccettabile delle persone che si ritrovano private di tanti servizi e, richiamando alla necessità di mettere in campo azioni concrete che, da un lato siano capaci di superare la mancanza di coordinamento che porta a disperdere energie e, dall’altro possano garantire un futuro possibile per i territori: “ Bisogna creare le condizioni per far ritornare i cittadini ancora lontani dalle loro terre”. La professoressa Sara Spuntarelli ha poi ricordato le collaborazioni che l’università di Camerino, già dal 2014 porta avanti grazie alla Consulta per lo sviluppo, dalla quale potrebbero venire anche nuove esperienze da mettere a frutto insieme. La docente ha poi ricordato che di recente Giurisprudenza Unicam ha ricevuto nuovo accreditamento per il Corso di “Legalità, diritti e senso civico” ed è stato avviato il Centro interscuola di ricerche e formazione per lo studio delle mafie e fenomeni sociali devianti.

Nell’approfondire il tema della ricostruzione, lo psicologo Valerio Valeriani, ha portato l’attenzione su casa, lavoro e servizi, evidenziando la necessità di pungolare la politica a fare le scelte opportune. “ Manca la funzione di ascolto e partecipazione delle persone- ha sottolineato- La conflittualità che si avverte sempre di più, parte dal sentirsi fortemente e doppiamente frustrati. La partecipazione nel decidere quale sarà la sorte delle nostre case è un bisogno vitale. Non si può espropriare le persone dal partecipare a questo processo decisionale. Questa è una fonte importante di frustrazione. Quello che manca è un’idea condivisa di futuro e di dove vogliamo andare ”. E i servizi sociali scivolati a valle hanno reso la comunità più fragile e , in uno skyline completamente cambiato c’è bisogno di una pianificazione integrata da costruire da qui a 20 anni.

Le conclusioni finali sono state tratte da Ivan Pedretti, tornato a sottolineare come l’apertura della nuova sede della camera del lavoro di Camerino, rappresenti una resistenza sociale del territorio. “ E’ un segnale importante che testimonia come in un paese delle aree interne dove c'è stato il terremoto si può continuare a vivere ma bisogna investirci.”. Per il segretario nazionale Spi, occorre costruire un'idea di futuro partendo dall'ascolto dei bisogni delle persone residenti..Lo stesso, ha evidenziato la necessità di costituire una piattaforma sociale. "Il sindacato è un agitatore sociale che deve chiamare i soggetti competenti a fare scelte e provare a costruire delle risposte innovative.” Pedretti ha parlato dell'università di Camerino come di un punto di attrazione per sviluppare quella spinta innovativa necessaria, capace di favorire le nuove generazioni fornendogli i giusti strumenti. "L’energia incontenibile dei ragazzi rappresenta la forza, il motore del cambiamento che tiene conto della sua storia e della sua memoria. Il Segretario ha inoltre evidenziato che in questi territori martoriati dal sisma molte istituzioni se ne vanno, mentre lo Spi Cgil resta guardando avanti e cercando di usare l'energia che ha a disposizione per creare una comunità sociale da reinventare.
"Bisogna ragionare come comunità; occorre un percorso partecipato ma è necessaria la volontà politica e una pianificazione partecipata.Tanti sono i bisogni necessari, dalla sanità al lavoro, dall’assistenza alle esigenze della scuola a quelle della popolazione più anziana e, da parte nostra, vogliamo essere presenti e provare a dare il nostro contributo”.
A conclusione dell’incontro, Ivan Pedretti ha consegnato le bandiere dell'Europa,ai rappresentanti delle sedi provinciali
C.C.

Senegalese vittima di estorsione: 500 euro presi da ogni busta paga. I datori di lavoro lo minacciavano di licenziamento.
Lo minacciavano di licenziamento. Così ogni mese, dal 2015, riuscivano ad estorcergli 500 euro. A fermare questa condotta, la squadra mobile della Polizia, guidata da Maria Raffaella Abbate. Uno dei due estorsori è stato arrestato ieri, M.L., italiano del '78, mentre l'altro, M.A, è stato denunciato in stato di libertà. Entrambi, soci al 50 per cento in una società edile, si sono resi responsabili di estorsione continuata a discapito di un loro dipendente, senegalese, a cui dalla retribuzione mensile di 1.400 euro netti, toglievano ogni mese 500 euro. Questo a partire dal 2015, anno in cui è stato assunto.
La richiesta estorsiva era supportata dalla minaccia diretta al lavoratore che se non avesse ottemperato, avrebbe perso il lavoro e quindi il permesso di soggiorno.
La vittima sopportava questa situazione da circa tre anni, dovendo affrontare grandi difficoltà economiche per sopravvivere dovute alle spese che era costretto a sostenere: inviare denaro alla sua famiglia in Senegal e pagare il canone di locazione dell’appartamento in cui viveva.
L’uomo riusciva a stento ad acquistare qualcosa da mangiare per la propria sussistenza. Disperato, a causa della difficile situazione in cui versava, l'uomo si è rivolto al sindacato CGIL di Macerata che gli ha consigliato di sporgere querela accompagnadolo in Questura.
Gli operatori della Squadra Mobile, previe intese con il Procuratore Giovanni Giorgio ed il Sostituto Procuratore Enrico Riccioni, hanno predisposto un servizio specifico per accertare i fatti: personale in borghese ha seguito il datore di lavoro che - assieme al suo socio in affari - andava a prelevare il lavoratore per recarsi insieme in banca.
Nel frattempo ad attenderli nell’Istituto bancario vi erano altri uomini in borghese che assistevano alla consegna del denaro ad opera del personale della Banca fatta con banconote la cui matricola era già stata registrata dagli uomini della Squadra Mobile. Un’altra pattuglia all’uscita ne ha seguito gli spostamenti attendendo che il datore di lavoro e il dipendente si separassero per poter intervenire. In quel momento l'imprenditore è stato bloccato e perquisito. Addoso aveva 500 euro, somma estorta e prelevata dallo stipendio del giovane straniero. Le banconote corrispondevano a quelle dello stipendio in quanto erano state annotate le matricole identificative. Tutti gli elementi raccolti hanno consentito di arrestare in flagranza l’imprenditore che si era accompagnato per questa operazione criminosa al suo socio in affari, denunciato in stato di libertà.
g.g.
Inaugurata dal segretario nazionale SPI la nuova Camera del Lavoro di Camerino
Inaugurata a Camerino, in via Bendetto XIII (San Paolo), la nuovissima sede antisismica del Sindacato Pensionati CGIL. A tagliare il nastro, è stato il segretario nazionale SPI Ivan Pedretti davanti ad un folto pubblico di cittadini e iscritti, arrivati da tanti paesi limitrofi. Nel traguardo raggiunto, un valore fortemente simbolico, che va aldilà del pur importante e saldo mantenimento della presenza dell'organizzazione sul territorio.
" La nostra -ha detto Ivan Pedretti- è una scelta controcorrente rispetto ad altre situazioni che invece stanno abbandonando il territorio, come la sanità, gli uffici postali o diversi fondamentali servizi. Bisogna invece investire su questi territori complessi , cogliendone le particolarità e la specificità economica, anche di nicchia, aiutando i giovani a rimanere e ad essere soggetti d'innovazione".

La nuova Camera del lavoro di Camerino è una struttura di 100 metri quadrati, realizzata con tutti i criteri antisismici dettati dalle normative; si compone di più spazi ampi e confortevoli che fungono da uffci e sala riunioni. Innovative le tecnologie con le quali è stato realizzato l'edificio per un risultato ad impatto zero, essendo previsto l' isolamento termico e la dotazione di un impianto capace di autoalimentarlo e produrre energia che viene riutilizzata. Una scelta dunque rispettosa del territorio anche sotto il profilo ambientale.

" E' il momento di arrivo di un lungolavoro- ha commentato Massimo Girolami della Segreteria Spi Cgil Marche-- ; un percorso significativo e sofferto a favore di un territorio profondamente ferito. Lo SPI Marche e nazionale colsero immediatamente l'opportunità di fare qualcosa e, grazie al lancio di un fondo di solidarietà immediatamente attivato, oggi ci troviamo di fronte ad un progetto reale e concreto. In quel periodo di grande turbamento personale di ognuno, abbiamo pensato che le possibilità potessero essere due: abbandonare o resistere e, quando CGIL decide di resistere, non lo fa mai in maniera sfumata, ma prende una decisione e lascia la sua impronta. Qui si è deciso di porre le condizioni affinché la società avesse un punto di riferimento, che fosse anche un esempio per la rinascita e per la ricostruzione; mentre alcuni pensavano a cosa fare del futuro, noi decidemmo che il futuro dovesse essere qui, con l'idea di reinsediarci in maniera addirittura superiore alla situazione precedente, più visibile, più efficace ed efficiente, pronti a dare il sostegno e l'aiuto di cui crediamo abbia bisogno questo territorio. E' stato un lavoro lungo che ha avuto qualche intoppo; abbiamo avuto pochi aiuti e si sono dovute fare anche scelte economiche impegnative per le quali abbiamo ricevuto il supporto dello SPI nazionale e regionale Qui davanti agli occhi di tutti, c'è la nuova realtà della Camera del Lavoro di Camerino,che i cittadini hanno già scoperto e stanno già frequentando, dove si danno delle buone pratiche e dove, effettivamente, viene a tradursi in atti concreti la volontà di rinascita. La posizione della sede tra l'altro è in una zona destinata a diventare il centro della Ricostruzione di Camerino , in un polo significativo della città: dall'altra parte, ci sono i ragazzi e il futuro, e noi in questa realtà ci vogliamo stare".
Nei due anni che sono trascorsi, il sindacato dei pensionati ha sentito la necessità di non abbandonare comunque il territorio. Le attività e i servizi, non hanno infatti mai subito interruzione, grazie alla sinergia e all'ospitalità messe a disposizione dalla sede del Centro Bucaneve Auser di Camerino. Lo SPI nazionale è venuto incontro contribuendo con mezzi per potersi spostare sul territorio; il primo ufficio mobile è stato garantito da Donato Allegretti, presente all'inaugurazione, con la sua testimonianza d'affetto e di condivisione.

L'ha definita una tappa che immette in un percorso nuovo, il segretario SPI di Macerata Stefano Tordini: " E' l'inizio dello stare in mezzo alla comunità, insieme alle persone che rappresentiamo, a quelle che hanno bisogno di un supporto e dei servizi che offriamo. Ci auguriamo che strutture come queste siano sempre di più, per fare in modo che, oltre alla ricostruzione degli edifici, vi sia anche una ricostruzione sociale e delle condizioni per poter restare in queste zone. E' questo l'auspicio che ci diamo con l'inaugurazione di questa sede nella quale sono racchiuse le chiare basi per dire: qui ci siamo, qui rimaniamo anche per il futuro".
Nel corso della cerimonia, una targa speciale di ringraziamento è stata consegnata a Giovanna Antonacci, presidente del "Centro Bucaneve Auser " di Camerino che ha ospitato nella sua sede gli operatori dell'organizzazione. A portare il saluto è intervenuto anche il presidente provinciale dell'Auser di Macerata Antonio Marcucci. L'associazione di volontariato e promozione sociale,attiva sul territorio nel portare aiuto a chi è in difficoltà, proprio nel 2019 festeggia il suo trentesimo anniversario."Quando si inaugura una nuova struttura - ha detto- è sempre una gioia, perchè significa essere presenti e aiutare chi ha bisogno e, in questo caso il messaggio è più forte, in quanto rivolto ad un comune gravemente colpito. E' un primo passo verso la ricostruzione, che vediamo ancora lontana perché poco si è fatto e si sta facendo. A tante promesse, purtroppo non sono seguiti tuttora dei fatti". Tordini ha anche auspicato la nascita di un laboratorio nazionale della ricostruzione, capace di creare programmi e prospettive realizzabili, per estrarre da un avvenimento infausto come il sisma, un'opportunità per rilanciare i territori.

Ringraziamenti allo SPI regionale e nazionale e alla CGIL, sono venuti anche dal segretario della Lega di Matelica Lindo Morichetti che interpreta la nuova sede di Camerino come esempio concreto di tenuta e non di abbandono e quale forte segno di ricostruzione materiale e sociale :" Ora sta a noi come Lega e come SPI dare il nostro supporto con servizi nei confronti degli iscritti e dei cittadini che hanno scelto di rimanere in questi luoghi e di tutte le persone che vorranno tornare". Soddisfazione per la nuova sede è stata espressa anche da Daniela Barbaresi intervenuta in rappresentanza della CGILMarche : " CGIL vuole consegnare a questa comunità un segnale, ed è che, nonostante la tragedia e le difficoltà, le cose si possono fare presto e bene. L'inaugurazione di una struttura a due anni dalle scosse, è il segnale della concretezza che nasce dalla volontà. E' guardare avanti, mettere a disposizione di una comunità un luogo simbolico che è anche il luogo della concretezza, in cui le persone si incontrano, trovano le risposte ai loro bisogni e alla loro rappresentanza".

Infine, le parole del segretario nazionale Ivan Pedretti che, prima di tagliare il nastro, ha posto in evidenza il valore di una scelta fatta tutti insieme, coinvolgendo SPI nazionale e strutture territoriali, nel ridare ad un territorio martoriato un punto di riferimento. Il segretario nazionale ha voluto ricordare anche il suo profondo legame con le aree interne e la montagna, consapevole delle sue difficoltà e del rischio di spopolamento, oltre che di una comunità sempre più anziana. "L'idea nostra è quella di provare ad andare controcorrente e dire che in un paese di montagna ci si può stare, ci si deve stare e bisogna investirci. L'aver scelto di riaprire una sede e riconfermare la presenza di un sindacato, - ha aggiunto- significa fare innanzitutto un'azione democratica, affidare ai cittadini uno spazio dove poter andare e poter essere ascoltati e poi, se siamo bravi, riuscire a dare delle risposte. Spero che ci siano altre strutture, altre organizzazioni, ma che vi siano anche altri servizi, perchè in aree come queste, bisogna investire, non arretrare. E bisogna anche dare lo spazio possibile perchè le nuove generazioni rimangano e garantire lavoro, seppure fosse unn lavoro di nicchia. In questo contesto importante in cui è presente un'università, i giovani devono poter vedere un futuro che si apre e capace di dare servizi anche a loro. Questo è il senso di quello che facciamo e che vogliamo dire con questa struttura - ha detto Pedretti- . E' bene stare tra la gente con fatti concreti, non solo a chiacchierare; è necessario ascoltare, costruire delle risposte e, se c'è bisogno, costruire anche battaglie e lotte affinché il territorio si riprenda. Sarà importante anche chiedere confronti con le associazioni industriali per fare in modo che le imprese arrivino qui o comunque, garantire investimenti per dare uno spazio possibile ai giovani che vogliano realizzare imprese. Questa nuova realtà è per noi uno spazio democratico, di raccordo con i cittadini e con i loro problemi; qui troveranno la disponibilità di decine di operatori sul campo che faranno bene il loro lavoro e daranno risposte. E poi l'attenzione agli anziani, punto delicato da non abbandonare e,lo diciamo anche ai giovani: non abbandonate le persone anziane, sono la storia, la memoria. Gli anziani guardano al futuro anche attraverso i loro figli e nipoti e danno una mano. Credo che tutti noi continueremo a dare una mano dentro questa dimensione di solidarietà- ha concluso Pedretti- E' questa la risposta concreta di cosa voglia dire solidarietà e stare insieme in una comunità".
Al termine della cerimonia inaugurale, tutti gli intervenuti si sono spostati nella Geostruttura dell'area City park per il convegno " Quale rinascita del territorio”, al quale hanno preso parte anche la docente di Unicam Sara Spuntarelli, il segretario Cgil Macerata Daniel Taddei, il responsabile dell'ATS Valerio Valeriani, il segretario regionale SPI Cgil Elio Cerri.
Capponi: "Sono sereno. Voglio lavorare per Treia come ho sempre fatto"
“Sono candidabile e eleggibile. Sono diverse le sentenze del Tar che mi danno ragione”. A dichiararlo è l’ex sindaco di Treia e primo candidato sindaco a rompere il ghiaccio per questa tornata elettorale. Mentre i suoi avversari indugiano ancora, Capponi ha già esposto i manifesti: “Treia 2030”, questo il nome della lista civica.
Si dice tranquillo e sereno Capponi, condannato in primo grado per peculato nell’inchiesta sulle “spese pazze” in Regione. “Voglio lavorare per Treia come ho sempre fatto. Fra settembre e ottobre ci sarà la sentenza di secondo grado - dice - e tutti gli altri imputati sono stati assolti. A breve peraltro si andrà anche in prescrizione ma siccome non abbiamo rubato nulla, voglio proseguire il processo e sono molto sereno sull’esito”.
Quella di Capponi sarà una lista civica dove si augura potranno confluire tutte le forze politiche che non rientreranno nella lista che presenteranno gli avversari, probabilmente della Lega, dove dovrebbe figurare anche Edi Castellani, vicesindaco nell’ultima amministrazione Capponi. Con lei il rapporto si è rotto a ottobre quando la maggioranza si è dimessa mentre ricopriva il ruolo di sindaco facente funzioni facendo commissariare il Comune.
“A me interessa essere sostenuto dalla società civile - afferma - e il nome del vicesindaco lo renderò noto prima delle elezioni”.
Per quanto riguarda il programma, ancora silenzio stampa, “non voglio dare idee ai miei avversari ma sicuramente sarà in continuità con quanto fatto fin ora. Treia è un fiore all’occhiello per la gestione post sisma e sono certo che se sarà approvato il decreto Sblocca Cantieri, con la ricostruzione degli edifici lievemente danneggiati che passerà in mano ai Comuni, riusciremo a far rientrare tutte e 300 le famiglie terremotate a casa propria entro i prossimi 5 anni. Ci impegneremo al massimo - conclude - abbiamo formato una lista fortissima e credo che non ci saranno problemi”.
G.G.
Blitz in un casolare, sequestrati quasi 3 chili di droga. Arrestata una persona
Operazione dei finanzieri a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestata una persona e denunciate altre due per detenzione di circa 2,9 chili di stupefacenti, tra hashish e marijuana, mentre un’altra persona è stata segnalata quale assuntrice.
Prosegue l’attività della Guardia di Finanza finalizzata alla prevenzione e repressione del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope, attraverso il controllo economico del territorio, che quotidianamente viene posto in essere dal Corpo mediante il dispiego di pattuglie operative.
Proprio a seguito di tali servizi, i finanzieri della Compagnia di Civitanova hanno attivato una pregnante indagine fatta di appostamenti e pedinamenti, individuando un casolare nelle colline civitanovesi, risultato di proprietà di un soggetto già noto al Reparto e gravato da precedenti specifici.
L’attività investigativa posta in essere dai finanzieri portava quindi all’esecuzione di un blitz all’interno del fabbricato, dove, oltre al pregiudicato, veniva rilevata la presenza di altre due persone.
Attraverso le conseguenti perquisizioni, proseguite nel corso della passata nottata, sia locali che personali, eseguite con l’ausilio delle unità cinofile, i finanzieri rinvenivano e sottoponevano a sequestro circa 2,9 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra hashish e marijuana, ed oltre 900 semi di canapa indiana, unitamente ad altro materiale strumentale al reato di spaccio.
Il pregiudicato, un italiano di 59 anni, è stato tratto in arresto e posto a disposizione della Procura della Repubblica di Macerata, mentre gli altri due soggetti, anch’essi italiani, sono stati denunciati alla medesima Autorità Giudiziaria. Nel corso degli interventi, è stata altresì identificata e segnalata alla competente Prefettura, per l’adozione dei provvedimenti del caso, una quarta persona, in quanto assuntrice di sostanze stupefacenti.
L’operazione di servizio si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, costante impegno della Guardia di Finanza che mira alla salvaguardia della vita umana.
g.g.
Da Cingoli a Corridonia, ladri scatenati
Ladri scatenati in provincia. Quattro colpi a segno, i malviventi visitano anche l‘abitazione di alcuni sacerdoti. Alcuni giorni fa dei ladri hanno preso di mira la canonica di Cingoli, in piazzale Zucconi, dove vivono il parroco e altri due sacerdoti. In serata i tre non erano in casa e i malviventi sono entrati forzando la porta del garage. Hanno trafugato un computer insieme al denaro contante dei sacerdoti e alle offerte. A Corridonia ben tre i colpi messi segno martedì notte, in contrada Palombarette e in via Niccolai. Si tratta degli stessi soggetti poiché la tecnica per accedere all’interno delle case è stata la stessa: un foro col trapano per asportare la serratura e via. In questo caso i ladri hanno agito in piena notte e le famiglie non si sono accorte di nulla fino al risveglio. Gioielli e denaro il bottino trafugato.
g.g.
Ineleggibile per la legge Severino ma Franco Capponi si ricandida a sindaco
Ci riprova, e chi se ne importa della legge Severino. Franco Capponi ha formato la sua lista “Treia 2030” e si ricandida a primo cittadino. Non sarebbe eleggibile a causa della condanna in primo grado per peculato nell’inchiesta sulle spese pazze in Regione, dunque qualora vincesse dovrebbe dimettersi subito e lasciare il suo posto al vicesindaco.
Si tratta di una lista civica ma chi la sosterrà non è ancora chiaro, molto probabilmente sarà vicina all’ala renziana del partito democratico.
G.G.
Celebrata dall'arcivescovo la Santa Messa Crismale. Mons. Blanchi, nuovo Vicario Generale
Celebrata dall'arcivescovo Francesco Massara la Santa Messa Crismale. Gremita la Chiesa della Sacra Famiglia di Cstelraimondo per la celebrazione eucaristica, alla quale ha partecipato il Card. Edoardo Menichelli, presenti i sacerdoti e i religiosi della diocesi. Un momento toccante quello che ha unito tutto il presbiterio e l’arcivescovo nel rinnovare le promesse sacerdotali e, partecipare con viva preghiera alla benedizione degli oli degli infermi, dei catecumeni e del crisma. La solenne liturgia, è stata animata nel canto dal Coro diretto dal maestro Lauro Corpacci. Per Francesco Massara è stata la prima Messa crismale celebrata da vescovo, oltretutto nella felice ricorrenza dei suoi 26 anni di sacerdozio.

"Sono molto contento di essere con voi per questo momento molto particolare- ha esordito l’arcivescovo nella sua omelia- Attraverso questa Santa liturgia noi ci introduciamo nel Triduo Santo, fonte e culmine della vita cristiana e rinnoviamo come sacerdoti il nostro sì al Signore come suoi ministri” Quindi è seguita una breve riflessione sul sacerdozio, partita dalla parole che vengono recitate .nella seconda preghiera eucaristica: 'celebrando il memoriale della morte e resurrezione del tuo Figlio, ti offriamo Padre il pane della vita e il calice della salvezza e ti rendiamo grazie per averci ammesso alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale'. Oggi noi rendiamo grazie al Signore per averci ammesso alla sua presenza a compiere il servizio sacerdotale.

Stare alla presenza del Signore- ha detto Massara- significa riconoscere i suoi discepoli permanenti del Signore e non funzionali. Significa occuparsi di Dio, della sua persona e del nostro rapporto con lui e non semplicemente fare cose in Suo nome. Stare alla presenza del Signore, significa riconoscere che la vocazione presbiterale è una chiamata permanente da parte di Dio, esattamente come quella che Gesù ha rivolto agli apostoli. C’è il momento del primo grande sì, quello che induce a scegliere di seguire Gesù nella via del ministero ordinario, ma poi viene la necessità dei tanti sì quotidiani, a cui siamo chiamati per continuare il cammino. Il sì alla preghiera personale e alla liturgia delle ore; il sì ad una celebrazione della Santa Messa che sia curata e interiormente preparata, mai banalizzata o ridotta a mero rito. Il sì alla lettura della Parola di Dio, che è parola viva e sempre nuova; il sì al sacramento della riconciliazione da amministrare agli altri o da ricevere per sé. Ecco cari fratelli che il primo compito del sacerdote è rinnovare quotidianamente la sua fedeltà e il suo sì per vivere in unità con Lui, fissare il nostro sguardo su di Lui e, questo è un privilegio, non è un peso, né un’abitudine, per imparare da Lui che ha offerto la sua vita per noi.

Siamo ammessi alla presenza del Signore per compiere il servizio sacerdotale: cari fratelli, il ministro dell’altare è un servo, non un padrone. Talvolta si è autoritari ma non autorevoli, perché non si è servi. Altre volte, si è protagonisti, non servi. Si è servi innanzitutto dell’altare; ciò che il sacerdote fa nel momento della celebrazione dell’Eucarestia, è servire, compiere un servizio a Dio e un servizio agli uomini. Il culto che Dio ha reso agli uomini è stato il donarsi fino alla fine per gli uomini e, in questo culto e in questo servizio, il sacerdote deve inserirsi; ciò significa che dobbiamo imparare a comprendere sempre di più la Sacra liturgia e tutta la sua essenza e sviluppare una viva familiarità con essa. Così diventi l’anima della nostra vita quotidiana, liturgia cristiana per sua natura e sempre anche annuncio. Abbiamo quindi l’obbligo di essere persone che con la Parola di Dio hanno familiarità, la amano e la vivono. Solo allora potremo spiegarla in modo adeguato. Il servizio sacerdotale, significa proprio imparare a conoscere il Signore nella sua Parola e a farlo conoscere a tutti coloro che Egli ci affida, perché servire la Parola di Dio, significa anche aver compreso che siamo chiamati, non ad annunciare noi stessi o le nostre opinioni personali, bensì il Mistero di Cristo e in Lui la misura del vero umanesimo; siamo incaricati non di dire molte parole, ma di farci eco e portatori di una sola parola che è il Verbo di Dio fatto carne per la nostra salvezza. Siamo poi servi tra di noi, parti di un unico presbiterio, siamo servi a partire dalla nostra consapevolezza di ciò che siamo nella nostra umanità.

Lo so che ognuno porta con sé il proprio fardello, l’età avanzata, le fatiche, le delusioni e, talvolta, anche le incomprensioni; dobbiamo fare poi i conti coi nostri limiti e difetti C’è chi è finisce per essere senza gioia; c’è chi si è seduto, c’è chi ha cercato vie nuove e c’è chi ha lasciato sfogo alla consuetudine e alla routine. C’è chi sente il sovraccarico pastorale e deve districarsi tra le mille richieste della gente, le riunioni, gli incontri al centro diocesi e gli incarichi oltre la parrocchia. Tutto questo cari fratelli, non ci deve far smettere di pensare che, nonostante tutto, possiamo essere un presbiterio, capace di annunciare in parole l’animo di grazia del Signore. Carissimi presbiteri, impegniamoci a vivere come fratelli, membri di un unico corpo attento alle parti più deboli come ci tiene il Signore; Gesù si è chinato su di noi, ci ha chiamati ad essere suoi ministri; non accettiamo di vivere divisi, non cediamo alla tentazione di guardarci da lontano, giudicandoci senza misericordia. Accogliamoci e viviamo come fratelli e potremmo mostrare agli altri la gioia e la bellezza del servizio dell’altare. Infine servi di tutti, a partire dai poveri e dai bisognosi; non mi dilungo sul tempo difficile che viviamo ma vorrei solamente dirvi che soprattutto noi, abbiamo il compito di aiutare e dare speranza, ma come? Mi ha sempre colpito notare la differenza del testo del libro di Isaia che oggi abbiamo ascoltato e la citazione che di esso fa Gesù nella sinagoga di Nazareth; le parole sono quasi identiche, eppure esiste una differenza sostanziale che provoca nei presenti una reazione di meraviglia e stupore, che si trasforma presto in disaccordo e opposizione, mentre il profeta pone tra i suoi compiti la promulgazione dell’animo Grazia del Signore, le parole di Gesù si fermano alla Grazia e non parlano della vendetta. Per Gesù non esiste vendetta. Non esiste una giustizia retributiva che dà secondo quello che riceve; non esiste nessuna risposta violenta e ingiustificabile, anche se uno ha ragione; l’unica risposta giusta è Grazia, Benevolenza, Misericordia, Gratuità e Amore E’ questa la vera rivoluzione cristiana ed è questa la vera rivoluzione che ogni sacerdote deve vivere nella propria vita. E’ questo il nostro ruolo primario e fondamentale del nostro servizio sacerdotale agli altri e verso tutti; essere testimoni appassionati della Carità di Cristo, che ci ha amati fino alla fine, fino al dono di sé, pur di non sottrarsi all’unica legge che conta: quella dell’amore gratuito. Ed è questo l’augurio che faccio a tutti voi sacerdoti, che possiamo vivere la parola del Signore nella nostra vita, che la possiamo testimoniare, che possiamo essere al servizio della nostra gente, con i nostri limiti e difetti, ma con una grande certezza: che l’amore di Dio che abbiamo avuto nel grande dono della nostra donazione, possiamo veramente restituirlo al Signore attraverso il servizio alla nostra comunità, ai nostri poveri e ai nostri bisognosi”.
Prima della benedizione finale, un ricordo dei presbiteri defunti e di quelli che celebrano quest’anno un particolare anniversario. Il pensiero di gratitudine e di suffragio dell’Arcivescovo, dei sacerdoti e dei fedeli è andato a quei presbiteri che nell’anno trascorso sono tornati alla Casa del Padre e che nella loro vita e nel loro servizio alla Chiesa hanno donato tanto: don. Egidio De Luca, Mons. Nazzareno Moneta, don Alberto Crovetti, don Costantino Fefé, don Deo Galanti, don Giuseppe Giaché, don Luigi Cristoldi, don Umberto Silla.
L'arcivescovo è passato quindi a sottolineare con gioia le speciali date dei 50 anni di sacerdozio di Don Aldo Romagnoli, dei 60 di don Giuseppe Scuppa e infine il record dei 70 anni di sacerdozio di mons.Quinto Martella.

In chiusura, nell'evidenziare come il 2019 sia foriero di tante belle notizie, a cominciare dall’arrivo del Papa in diocesi il prossimo 16 giugno, l’arcivescovo Massara ha voluto ringraziare don Nello Tranzocchi per i servigi finora resi nell’incarico di Vicario generale della Curia Arcivescovile. Lo scorso febbraio, il sacerdote ha infatti chiesto di essere sollevato dagli impegni esercitati all'interno della Curia, per dedicarsi alle tante parrocchie che gli sono state assegnate e che insistono nelle zone di maggiore sofferenza per i danni del sisma. Ringraziandolo per il suo prezioso apporto quale Vicario generale, per l’accoglienza e i consigli offerti, oltre che per i servizi donati alla Chiesa, Mons. Massara, ha infine comunicato ufficialmente il decreto di nomina del suo successore, investendo Mons. Mariano Ascenzo Blanchi nel ruolo di Vicario generale dell’arcidiocesi di Camerino San Severino Marche. A motivare la nomina di Mons. Blanchi, la considerazione della stima di cui gode nel presbiterio, le pregresse esperienze del suo generoso servizio nei confronti dell’ arcidiocesi, la sua lunga attività pastorale svolta come parroco, la profonda conoscenza del clero e della comunità parrocchiale. Il presule ha augurato che questo servizio possa essere svolto con il cuore, con semplicità e bontà, così come finora ha fatto don Nello “ La migliore testimonianza che possiamo fare è volerci bene tra sacerdoti" – ha concluso l’arcivescovo- Infine l’augurio a tutti presenti di trascorrere una Santa Pasqua, di pace e di serenità
C.C.



